Piero Mottola IMMATERIALE SONORO, 2007

Piero Mottola

L’indagine sperimentale che svolgo dal 1994 sulla capacità di creare emozioni dei rumori e sull’associazione di questi ai colori, mi ha portato a elaborare molti dati che ho organizzato all’interno di quella che ho chiamato “mappa emozionale”. I luoghi in genere, siano essi paesaggio e natura o città, sono ricchissime fonti di prelievo di suoni e rumori.

Registrare dal vivo il paesaggio sonoro di un habitat è solo un primo affascinante atto per mappare le sonorità che caratterizzano una passeggiata, un percorso, i luoghi di un camminare.

Il materiale così raccolto viene poi da me acquisito e sottoposto all’azione di un algoritmo, l’Autocorrelatore, da me concepito per far muovere i dati sonori all’interno della mappa emozionale. Inoltre, poiché considero la mappa emozionale un sistema, inedito e originale, di comporre musica, alternativo a quello tradizionale, lavoro sulla natura dello spettro acustico del dato sonoro, ne studio le componenti, il timbro, la frequenza, l’ampiezza e li trasformo in notazioni musicali. La “musica” che ne deriva ha origine dai rumori che non sono più riconoscibili in quanto tali, ma che tuttavia ne conservano le caratteristiche interne mantenendone attivo lo stesso impatto emotivo.

 

Ho prodotto così partiture elettroniche, partiture per strumenti e voce e partiture ibride dove convivono, confliggono e si armonizzano strumenti e rumori (Immateriale Sonoro, per pianoforte virtuale e rumori, 2007, Museo Andersen, Roma; Peripato, per organo e rumori, 2011, San Servolo, 54. Biennale di Venezia; Passage Cornoldi, per rumori reali e astratti, 2011, 54. Biennale di Venezia).

Nel caso di ‘Recording L’Havana’, presentato a L’Avana nell’ambito dell’Undicesima Biennale (2012), ho innestato su un tappeto sonoro preesistente uno strato di suoni prelevati dalla città e resi astratti e un nucleo di suoni realistici, organizzati dall’Autocorrelatore in modo automatico secondo i percorsi suggeriti dalla mappa emozionale.

Analogo processo è stato attuato nel caso dell’installazione sonora (Large Box, 2013) al museo MAMBA di Buenos Aires e nel lavoro Recording Lecce, 2013.

 

 

Di Maurizio ricordo la forza emotiva ed intellettuale nel portare avanti le sue ricerche nell’ambito della psicologia dell’arte; la sua attività di studio e, parallelamente, di pubblicazione delle sue tesi sulla Fisiognomica.

Ricordo poi il suo lavoro di docente presso l’Accademia di Belle Arti ed anche quello di organizzatore di mostre e di eventi culturali. Ricordo inoltre anche il suo intervento in occasione della presentazione del mio libro alla libreria il Leonardo di Bologna insieme al suo amico Fernando Torrente, oltreché una bella e sentita introduzione alla mia ricerca rivolta agli studenti dell’Accademia di Bologna. Aveva anche in mente di portare un mio progetto sul suono in Brasile dove aveva instaurato una collaborazione con qualche Istituzione.

L’ultima volta che l’ho sentito ero sul treno di ritorno da Milano.

A volte penso che troppo spesso le persone generose e profonde hanno poco tempo per esprimere le loro idee nonostante il loro viscerale attaccamento alla vita e nonostante lottino fino all’ultimo per non abbandonarla.

Per Maurizio è stato così…

 

 

Piero Mottola
IMMATERIALE SONORO, 2007
per autocorrelatore acustico, sistema automatico di passeggiate acustico emozionali
riduzione stereofonica, durata 65’